Isole della Laguna veneta
Attraversando il lungo ponte stradale che la congiunge alla terraferma, si raggiunge Venezia città unica al mondo, costituita da un insieme di isole collegate da ponti. Dopo aver esplorato quelle principali, che costituiscono la Venezia più nota, è piacevole avventurarsi fino a quelle più distanti. Nella traversata da e per il Lido, il vaporetto passa vicino a due isole ospedale, San Servilio e San Clemente, che possono essere visitate solo ottenendo una speciale autorizzazione. Vi sono anche due isole "monastero".
Una, San Lazzaro degli Armeni, raggiungibile in vaporetto dalla Riva degli Schiavani, è una minuscola oasi del glorioso Oriente, sul quale un tempo Venezia dominava. Inizialmente adibito a ospizio per pellegrini malati, più tardi a ospedale per lebbrosi, nel 1717 fu ceduto all'abate armeno-cattolico Pietro Manuk, che era sfuggito all'invasione turca di Madone, dove aveva fondato un monastero benedettino. Una volta giunto su quest'isola, egli diede vita all'Istituto noto come i Padri Armeni Mechitaristi e più tardi a un collegio per l'istruzione degli orfani poveri. Oggi, l'isola è un centro di studi, con una deliziosa chiesetta e una splendida biblioteca.
Per raggiungere l'altra isola monastero, San Francesco del Deserto, occorre prima recarsi nell'isola dei merletti, Burano, e proseguire in san dolo (piccola gondola). Nell'isoletta, l'atmosfera è quieta ma non austera e una massa di cipressi circonda la piccola chiesa e l'adiacente eremo con il chiostro silenzioso. La natura è stata generosa con questo luogo e la bellezza e la pace che vi regnano danno credito' alla leggenda che San Francesco d'Assisi, ritornando dalla Siria, sia approdato all'isoletta durante una grande tempesta e che, nell'attimo dell'approdo essa si sia placata e il cielo rasserenato. Come in molti altri luoghi visitati dal Santo d'Assisi, la quiete e la serenità sono rimaste come sua eredità. I monaci che abitano l'isola mostrano con orgoglio un venerabile pino che si dice sia nato quando San Francesco piantò il suo bastone di pino nel terreno.
Murano, Burano e Torcello possono essere raggiunte con i battelli in partenza. Sulla rotta per Murano, il vaporetto passa davanti all'isola di San Michele, il cimitero di Venezia, e vale la pena di impiegare i venti o trenta minuti fra un passaggio e l'altro del battello per visitare la chiesa e il monastero adiacente. Su questa isola è esistita una chiesa sin dal X secolo, quando si dice che vi sia vissuto San Romualdo, fondatore dell'ordine dei Camaldolesi. L'attuale edificio, progettato nel 1469, fu il primo edificio ecclesiastico costruito a Venezia durante il Rinascimento, ed è uno dei più belli. Non sempre il monastero fu destinato ad usi religiosi. Durante il secolo scorso, nei travagliati giorni del Risorgimento, i due patrioti Silvio Pellico e Pietro Maroncelli furono imprigionati qui in attesa di giudizio per aver congiurato contro i dominatori austriaci, reato che scontarono poi duramente nella fortezza dello Spielberg, dove Maroncelli morì.

