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Padova: Il palio dei dieci Comuni

L'anno ufficiale di nascita del Palio è il 1366, con gli statuti comunali, che al capitolo 85 indicano il terzo giorno del mese di agosto quale data di svolgimento della corsa: a ricordo di quel 3 agosto 1337 in cui le truppe veronesi di Mastino della Scala furono sconfitte proprio sotto le mura di Montagnana dagli uomini di Marsilio da Carrara. Una sconfitta che determinerà la definitiva perdita da parte scaligera dei possedimenti nel Padovano. Altri elementi stanno a indicare che le origini del Palio sono precedenti almeno di alcuni decenni. È probabile che anche Montagnana, nel XIII secolo, abbia festeggiato con un Palio la fine della tirannia di Ezzelino III da Romano, il crudele rappresentante dell'imperatore Federico II nella Marca trevigiana, che, uccidendo e perseguitando, aveva esteso il suo dominio a tutto il Veneto e a parte della Lombardia e dell'Emilia. Ma nel 1259, a Soncino d'Adda, dove era giunto alla testa delle sue truppe in ritirata, Ezzelino muore di cancrena per una ferita subita nella battaglia di Cassano. E subito è festa.

Svolgimento della festa

Periodo: prima domenica di settembre.
Per informazioni: Comitato Palio dei Dieci Comuni, 35044 Montagnana (PD)

Il campo di gara, un vallo erboso addossato alle mura, un anello di circa 320 metri, deve essere percorso tre volte dai dieci cavalli montati a pelo. La finale, con quattro cavalli, è preceduta da due batterie a cui partecipano cinque cavalli ciascuna, con l'eliminazione degli ultimi tre. Al vincitore va il Palio, un panno rosso da qualche anno decorato da artisti di fama.

Come prescrivono gli antichi statuti, al secondo arrivato spetta un gallo, mentre al terzo un melone. Ma la corsa vera e propria non è altro che la conclusione di una suggestiva manifestazione che coinvolge oltre un migliaio di persone: infatti ogni comune partecipa alla storica sfilata in costume con gonfalo nieri, trombettieri, capitani, armigeri, sbandieratori, fantini, nobildonne. E oltre ai comuni, ci sono anche i gruppi di Ezzelino e dei Carrara. Il primo con armigeri, boia, tamburi, cavalieri, e saraceno, astrologo, tedesco, tre personaggi che secondo la leggenda facevano parte della corte del tiranno. Con i Carrara sfilano anche le ambascerie, i dodici sapienti, il carro dei premi del Palio, i popolani. Il corteo storico parte da vari punti della città e confluisce davanti alla casa del podestà, da dove raggiunge poi il campo di gara.

I costumi dei vari personaggi sono frutto di accurate ricerche: sono creati riproducendo quelli trecenteschi degli affreschi delle chiese padovane di Sant' Antonio e di San Giorgio. La festa, che inizia al mattino con un mercatone medievale, prosegue con pranzi a base di ricette medievali, con la sfilata e la corsa, concludendosi a mezzanotte con l'incendio della rocca (fuochi pirotecnici, scoppi e fumi) a ricordo di quello appiccato da Ezzelino alle difese cittadine nel 1242.