Guida alle città e agli agriturismi

Palio di Feltre

Il Palio di Feltre nasce nel 1979 con l'intento di rievocare la storia di questa attiva città, già ricco emporio per la lavorazione del legno e della lana al tempo dei Romani, e via via centro produttivo tessile e siderurgico fino all'inizio del secolo; oggi impegnata nel rilando del settore terziario. Una storia che si esalta nella resistenza ai vandalismi di mitici conquistatori come Alarico e Attila, Odoacre e Alboino, Barbarassa ed Ezzelino, Massimiliano d'Austria che pure tenta di spazzarla via, o Napoleone che ne fa cancellare fregi e motti di cui si vantano le sue lapidi. Una città che raggiunge la sua magnificenza nella donazione che di se fa a Venezia, che la incorpora dal 1404 al 1797 e rappresenta non solo un' autorevole garanzia dai pericoli esterni ma anche una sorta di rinascita architettonica e culturale.
A Feltre il giovane veneziano Carlo Goldoni soggiorna per motivi di lavoro. In vecchiaia, il grande commediografo ricorderà la città come fredda e nevosa, ma anche come luogo della sua iniziazione erotica e delle prime ispirazioni teatrali, rivelandone le cavalcate, le brigate gioiose, gli ameni festini. Il Palio feltrino, rilanciato nel 1979 dalle istituzioni locali, rievoca lo storico sposalizio fra le due città, il gesto ieratico con cui il nobile Pier Muffoni consegna al delegato della Serenissima, Bartolomeo Nani, le chiavi e il bastone del comando, tra vescovi benedicenti, tripudi di folla.

I giorni della festa

Periodo: primo fine settimana di agosto.
Per informazioni: www.comune.feltre.bl.it

Nei tre giorni di festa, i quattro quartieri della città (Duomo, Santo Stefano, Porta Oria, Castello) si esibiscono in gare sportive e di abilità: il tiro alla fune e la gara di staffetta, le prove con l'arco e la corsa a cavallo. Il grandioso corteo storico, dopo la benedizione in cattedrale di cavalli e cavalieri che si contenderanno il Palio, si avvia in processione.

Il corteo, preceduto dagli sbandieratori, è formato da diaconi e canonici, magistrati, paggi e damigelle, armigeri e corporazioni di arti e mestieri, il gran Consiglio dei Dieci, carri allegorici ispirati ad antichi affreschi, e compagnie di danze rinascimentali, non ultime le Compagnie teatrali della Calza appositamente giunte da Venezia. Sono trecento figuranti in abiti di seta e broccato di puntigliosa fedeltà storica; fanno loro corona tamburini e mangia fuoco, funamboli e giocolieri. La parata si conclude nella piazza Maggiore, dominata dal Castello di Alboino. Qui, nobili e notabili prendono posto per rinnovare l'antico gesto: il signore di Feltre consegna le chiavi della città al rappresentante del Doge di Venezia. Indi, iniziano le gare per l'aggiudicazione dell'ambito Palio.

Alla gara di staffetta (si corre a piedi) ogni quartiere concorre con una squadra formata da quattro atleti; in quella del tiro alla fune ciascuna squadra ha cinque tiratori; nel tiro con l'arco, ogni contrada partecipa con due arcieri, i quali scagliano tre serie di cinque frecce a testa da 25 metri dal bersaglio; la gara finale, quella della corsa dei cavalli vede protagonisti cavalli e fantini dei quattro quartieri. Vince il drappo in palio il quartiere che nelle quattro gare accumula il maggior numero di punti. Nelle tre giornate si svolgono mercati e si aprono taverne medievali.