Storia delle città venete

Storia di Treviso

Il nucleo, che portò il nome di Tarvisium, pare sia iniziato verso l'era cristiana.

La città di Treviso acquistò importanza con le invasioni barbariche: Alboino (568) vi stabilì la sede di un ducato. Dopo la caduta di Desiderio (774) tentò, col duca del Friuli, di ribellarsi, ma Carlo Magno lo ridusse all'obbedienza (776). Incerto è il trapasso dal comitato alla marca (sec. XII): forse era solo una designazione geografica. Conti di Treviso furono dal sec. X i Collalto.

Ben presto, favorito dalle contese tra il potere vescovile e quello comitale, si formò il comune, che partecipò alla Lega veronese (1164) e alla Lega lombarda (1167). Il governo comunale si consolidò: fissò i propri statuti (1207), ridusse i diritti del vescovo (1213), ampliò il territorio con frequenti guerre. Perse l'autonomia a opera dei da Romano (1227-60) e dei da Camino (1283-1312). Dopo essere stato retto da un vicario imperiale (1318-28) e occupato da Cangrande Della Scala (1329), passò a Venezia (1339-1797).

Il Congresso di Vienna (1815) l'assegnò all'Austria. Partecipò ai moti del 1848.

La sua unione all'Italia (1866) fu confermata da un plebiscito. Centro di operazioni belliche nella I e II guerra mondiale, meritò la medaglia d'oro.

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